CENESELLI - 45030 (RO)

Villa Peretti, Zimbelli - codice 172
Panoramica a 360°

Della secentesca Villa Peretti non vi sono notizie certe, ma tutto lascia supporre che l'immobile sia stato fatto costruire dal Cardinale Peretti, poi papa Sisto V, con funzioni di granaio e di deposito agricolo.
L'immobile presenta un'impostazione classicheggiante ed è cinto davanti e sul lato sinistro da mura. Nella zona antistante ma anche in quella retrostante si può ammirare un parco-giardino ricco di vegetazione varia. In esso spiccano una maestosa magnolia messa a dimora nel 1865 e altri alberi secolari. Sul lato sinistro dell'edificio per chi si pone di fronte ad esso sono visibili altri locali pertinenziali e una barchessa costruita all'epoca per il deposito delle carrozze.
Osservando la villa è possibile rendersi conto che l'attuale aspetto è il frutto di due campagne di lavoro. Il volume cinquecentesco è stato infatti integrato ed abbellito dalla realizzazione di una doppia loggia a tre arcate, "frequente nell'edilizia gotica lagunare coronata da una elegante cimasa. Tale modifica risale alla seconda metà del '700 e fu voluta da Giulio Peretti. L'intervento ha conferito ulteriore pregio all'edificio accentuandone il carattere residenziale. All'epoca due scale laterali annesse alla loggia conducevano direttamente dall'esterno al piano nobile. In seguito sono state rimosse.


Piazza G. Marconi - codice 059
Panoramica a 360°

Sembra che Ceneselli fosse paese unico nei dintorni. Nel secolo XIII alcuni cittadini di Ceneselli si fabbricarono alcune abitazioni lungo il Tartaro,dove sorse Zelo.
Nello stesso scorcio di tempo, sorse Calto. Dice, infatti, la storia che tale paese si sviluppò intorno ad un capitello innalzato in onore di S.Rocco, sulle rive del Po, dagli uomini che volevano prendere la strada più breve per giungere a Ferrara, una delle provincie dello Stato Pontificio, al quale apparteneva Ceneselli e lì si riparavano dalle intemperie quando dovevano aspettare il traghetto.
Castelmassa, a quei tempi, non era che "un orrido casolare" di pescatori e dipendeva spiritualmente dal Parroco di Ceneselli. Nel 1670 Castelmassa, essendosi ingrandita più di Ceneselli, non volle più riconoscere la dipendenza dalla nostra Chiesa. Da qui varie polemiche che avvennero tra i cittadini dei due paesi limitrofi, finchè il Parroco di Castelmassa con un rescritto vescovile concesso "pro bono pacis" riuscì ad ottenere perfino la cancellazione della scritta che il Parroco di Ceneselli aveva fatto scolpire sulla facciata della Chiesa, e cioè "Chiesa pievana arcipretale e matrice di Zelo, Calto e Castelmassa".
In paese ci sono varie località che si chiamano "Dosso", il che fa supporre l'esistenza di varie e vaste paludi dalle quali sporgevano terre asciutte intensamente coltivate soprattutto a grano. Tant'è vero che esisteva nel paese un monte frumentario, specie di ammasso, detto "Granarone", per far fronte ai periodi di carestia (ora qui si trova la frazione di Granarone).
Già nel 1409 Ceneselli doveva godere di fama di opulenza se il Marchese Nicolò d'Este donava ai fratelli Uggione de Contraris, in considerazione dei loro meriti di capitani, doni e decime nel territorio di Ceneselli e paesi vicini. In un atto di donazione del 7 Ottobre 1409 già sono descritti i confini di Ceneselli, confermati in un inventario del Marzo 1656, ordinato dal Cardinale Pio di Savoia, Vescovo di Ferrara, e in un inventario del 1711 redatto per ordine del Cardinale Tommaso Ruffo, Vescovo di Ferrara, legato al Papa, confini che corrispondono a quelli attuali.


Chiesa Beata Vergine Maria - codice 060
Panoramica a 360°

Nel centro del paese troviamo una bellissima Chiesa Parrocchiale, progettata dagli architetti ferraresi Giovanni e Antonio Santini e dedicata all'Annunciazione della Beata Vergine Maria. Nella facciata sono collocate quattro statue dello scultore ferrarese Pietro Turchi che rappresentano i Santi Pietro e Paolo, la Beata Vergine e l'Arcangelo Gabriele. All'interno della Chiesa sono conservati, sopra i sette altari, importanti dipinti di scuola ferrarese realizzati da B. Tisi da Garofano e una pregevole statua cinquecentesca della Madonna del Parto. Questa chiesa possiede, inoltre, il più alto campanile di tutta la provincia.